• 10 Luglio 2026 19:45

A.S.D. Scacchi Sempre Uniti

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Storia del circolo e degli scacchi in Asti

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GLI SCACCHI NELL’ASTIGIANO

ANNI ’70

SCACCHI PER CORRISPONDENZA

ANNI ’80 E IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ASTI

ANNI ’90

Vita associativa del circolo del periodo 1972-2000

Galleria fotografica

Rassegna stampa

Festival Internazionale di Asti (1980-1999)


Galleria fotografica

Classifiche e articoli (pdf)

Gli scacchi nell’Astigiano hanno una storia molto lunga: infatti uno dei primi testi a contenuto scacchistico conosciuti (ma considerato l’apporto più importante alle fonti storiche del gioco) è attribuito oggi con certezza a Frate Jacopo da Cessole, Comune posto a metà della Langa Astigiana, fra Bubbio e Vesime. Si tratta del “Liber de moribus hominum et officiis nobilium super ludo scachorum”, meglio conosciuto come “Liber de ludo scachorum”, scritto dal monaco domenicano fra Jacopo, originario di Cessole, intorno al 1295.

Fra Jacopo da Cessole in un codice miniato tedesco del 1413

Si tratta di un trattato morale contenente una serie di ammaestramenti spirituali, spiegati con exempla applicati al gioco degli scacchi, preceduti dal racconto dell’invenzione del gioco “ideato da un filosofo per convincere un re a evitare l’ozio e apprendere in pari tempo a vivere con saggezza e virtù” (Chicco-Rosino, Storia degli scacchi in Italia, Marsilio ed. 1990, pag. 25).
“Pregato io da molti frati ch’erano dell’ordine nostro, e da diversi secolari di qua dietro di dono richiesto si’l negati; cioè di trascrivere il sollazzevole giuoco degli Scacchi nel quale si contiene ammaestramento de’ costumi e di battaglia dell’umana generazione”, si presenta fra Jacopo, prima di passare alla descrizione dei pezzi e dei loro movimenti e delle regole del gioco.
Ampi approfondimenti sul libro e sulla sua storia e diffusione in forma per lo più miniata nel Medioevo sono reperibili nel citato importante trattato di Chicco e Rosino (pagg. 25-30), in “La grande storia degli scacchi” di Mario Leoncini (Le due torri ed., 2020, pagg. 117 segg.) e nell’articolo di Aldo Gamba “Frate Jacopo da Cessole affascinò il Medioevo con il gioco degli scacchi”, pubblicato sulla rivista “Astigiani” (reperibile al link).

Miniature da un manoscritto tedesco del 1408 del De Ludo scachorum.

L’importanza del testo scritto nel XIII secolo dal nostro monaco (“Il trattato divenne molto popolare – tanto da far concorrenza alla Bibbia, scrive Shenk – e fu tradotto in versi tedeschi da Konrad von Ammenhusen, un monaco di Stettino”, Leoncini, La grande storia degli scacchi) è confermata dall’emissione di un francobollo commemorativo della Repubblica del Ciad che riporta una miniatura tratta dal testo di fra Jacopo.

Francobollo commemorativo della Repubblica del Ciad

Dovettero passare parecchi secoli per trovare nuove tracce di attività scacchistica nell’Astigiano. E solo nel marzo 1938 troviamo un torneo “zonale” di Prima categoria giocato ad Asti.
Scacchisti astigiani di maggior calibro attivi nel periodo erano Armando Giusti e Tommaso Buonpane. L’organizzazione di tornei e categorie era all’epoca assai diversa da quella attuale (e per partecipare ai tornei era obbligatoria la tessera del Partito nazionale fascista).
Chi fosse interessato può approfondire il tema sul fondamentale e corposo libro di Chicco e Rosino sopra citato.

Nel dopoguerra l’attività scacchistica riprende anche ad Asti: si ha notizia di una partecipazione astigiana a un match Piemonte-Liguria giocatosi il 9 novembre 1947 presso la “Famija Turineisa”, una delle sedi della Scacchistica Torinese.

A un certo punto compare la figura di Giuseppe Cavigioli (1926-2000), che aveva imparato il gioco dal sacerdote che l’aveva tenuto nascosto nel campanile della sua parrocchia per sottrarlo alle ricerche dei nazifascisti. Cavigioli riunisce un primo gruppo di scacchisti nel Bar Lupi di Corso Dante, che potrebbe considerarsi in qualche modo il primo circolo di cui si abbia memoria ad Asti, in un secondo tempo trasferitosi al piano superiore del Bar Roma di Piazza Alfieri, ove giunge da Torino un grande appassionato, Giuseppe Festa (1920-1990).

ANNI ’70

Il Circolo Scacchistico Astigiano trova poi per anni ospitalità nel Circolo dopolavoristico Way Assauto di Corso Pietro Chiesa: il circolo raggiunge il suo culmine nei primi anni ’70 sull’eco del match Spassky-Fischer del 1972.
I Campionati provinciali 1972 e 1973 furono vinti da Cavigioli, estroso giocatore d’attacco, davanti a Festa, più teorico ed esperto di finali.

Giuseppe Festa e Giuseppe Cavigioli in una premiazione nel 1978

Fra le nuove leve reclutate nel 1972 troviamo i protagonisti degli scacchi astigiani dei decenni successivi: Paolo Arri, Paolo Nosengo, Pietro (Piero) Sguaizer, Marco Venturino, che si aggiudicò il Campionato Provinciale 1974.
Questi nuovi adepti si ritrovarono insieme per la prima volta, e in quell’occasione si conobbero, al Circolo Way Assauto una sera dell’ottobre 1972 per partecipare a una simultanea tenuta da un esperto giocatore di Torino amico di Festa, pubblicizzata dagli organi di stampa locali sull’onda della passione generale per gli scacchi prodotta dal “match del secolo”.
A questi dopo qualche anno si aggiunse Alberto Cantore (1955-2012), virtuoso giocatore e grande appassionato, scomparso purtroppo prematuramente.
L’anima tuttofare del circolo era Ivano Zaniratti, che ricopriva anche importanti incarichi nazionali nell’A.S.I.G.C. (Associazione Italiana giocatori per corrispondenza), divenendone poi Presidente nel biennio 1983-1984.
Il rapporto degli scacchi con la Way Assauto si interruppe alla fine del 1975, allorché il circolo fu ospitato per breve tempo dal Circolo Torretta, per approdare definitivamente nell’attuale accogliente sede del Circolo Sempre Uniti a fine febbraio 1976 (dunque ben quarantanove anni fa!).
Quello fu l’unico periodo in cui la provincia di Asti contava due circoli, grazie all’apertura del Circolo J. R. Capablanca di Moncalvo, la cui anima era il giornalista e appassionato di scacchi Giuseppe Prosio, scomparso nel 2024.
Nel settembre dello stesso 1976 la squadra del Circolo astigiano vinse il Campionato Italiano a squadre ARCI-UISP svoltosi ad Alessandria, schierando nell’ordine Nosengo, Cavigioli, Venturino e Arri (vittoria citata anche nella Storia di Chicco e Rosino a pag. 474).
I primi a ottenere l’ambita Prima Nazionale furono Festa e Cavigioli (1973), seguiti via via dagli altri. Una menzione speciale meritano per la loro attività in quegli anni Paolo Nosengo e Piero Sguaizer.
Paolo Nosengo, in base alle regole in vigore all’epoca, grazie alla vittoria del Campionato italiano dei giovani di II categoria nazionale conseguita – insieme con la promozione alla categoria superiore – il 31 dicembre 1974 a Lerici, fu ammesso a giocare nel torneo Magistrale di Arco 1975, dove fu protagonista di un’ottima prestazione e conseguì la promozione a Candidato Maestro (primo astigiano a raggiungere una categoria magistrale) e fu notato dal selezionatore di una rappresentativa nazionale Under 21, soprattutto in virtù di una brillante vittoria contro il noto Maestro Magrin (n. 32 nella classifica nazionale del 1972: in quell’anno il Maestro Passerotti occupava la 21^ posizione).
Convocato per un incontro contro l’omologa squadra tunisina a Tunisi nel dicembre 1975, Paolo totalizzò due punti e mezzo su tre partite, battendo anche il forte Maestro tunisino Graa, che aveva difeso i colori della Nazionale maggiore tunisina alle Olimpiadi di Nizza 1974.

Piero Sguaizer, per parte sua, vinse il Torneo dei Candidati Maestri di Arco 1978, con conseguente promozione a Maestro (aveva all’epoca 22 anni), il primo e per molti anni l’unico astigiano a fregiarsi del massimo titolo nazionale (parecchi anni dopo gli si è affiancato anche Marco Venturino).

La vita del nuovo Circolo Sempre Uniti fu subito molto attiva, grazie al forte impegno di un gruppo di vecchi e nuovi appassionati: oltre a Cavigioli e Festa, grandi meriti vanno tributati a Paolo Traversa, in qualche modo anche trait d’union fra il vecchio e il nuovo circolo e vera forza trainante per decenni, Massimo Romano, Guglielmo Viale, e diversi altri.

Da sx Viale, Traversa, Sguaizer e Romano

Il primo Presidente del Circolo scacchistico Sempre Uniti fu Giuseppe Cavigioli, cui successe nel 1979 Massimo Romano, che si distinse per il grande impegno profuso, ma dopo pochi anni si trasferì per lavoro in Sicilia, dove scomparve improvvisamente in ancor giovane età.
A Romano successe alla guida del circolo Guglielmo Viale.
In questo attivo contesto fu organizzato, con enorme sforzo economico e umano, il primo Festival Internazionale Città di Asti nell’ottobre 1980. In quegli anni il circolo, grazie all’impegno corale degli appassionati sopra ricordati, e di tutti i soci, raggiunse nel 1979 i 90 tesserati, un numero sbalorditivo se si considera che le tessere “juniores” erano all’epoca ben poche, e riuscì a stampare addirittura un periodico mensile (“Astiscacchi”), sia pure per pochi numeri.

Clicca sull’immagine per visualizzare il pdf del nr. 1 febbraio del 1979


L’attività di circolo in quegli anni era intensissima, alternandosi campionati provinciali e sociali, semilampo e tornei a squadre molto partecipati e combattuti.

Torneo al circolo fine anni ’70 (foto colorizzata)

SCACCHI PER CORRISPONDENZA

L’allora C.M. Marco Venturino si dedicò a partire dalla fine degli anni ’70 prevalentemente al gioco per corrispondenza (in epoca in cui i computer e i programmi scacchistici erano di là da venire) e riuscì a conquistare il massimo titolo nazionale vincendo con punti 13,5 su 16 la finale del XXXIV Campionato italiano (1983-1985), davanti al M.F. Maurizio Tirabassi (13 punti), G.M. per corrispondenza e M.F. a tavolino; decisiva fu la vittoria del telescacchista astigiano nello scontro diretto.

Squadra olimpica della Nazionale del gioco per corrispondenza


Venturino era stato reclutato dall’ASIGC per far parte della Nazionale italiana impegnata nella X Olimpiade, dove giocò in seconda scacchiera sia nella semifinale che nella finale, contribuendo in semifinale (con 8 punti su 11, 5 vittorie e 6 patte, miglior risultato fra le seconde scacchiere davanti a giocatori come il norvegese Terje Wibe, n. 15 al mondo e M.I. a tavolino) alla qualificazione alla successiva Finale olimpica, raggiunta per la prima volta dall’Italia (“maggior trionfo ottenuto da una squadra italiana, a tavolino o per corrispondenza”, scrivono Chicco-Rosino nella loro storia degli scacchi italiani).


Nella finale Venturino, che aveva conseguito grazie alla semifinale il titolo di Maestro Internazionale per corrispondenza, giocò nuovamente in seconda scacchiera, concludendo con 4,5 punti su 9. La Finale fu l’ultima vinta (nel 1994) dall’Unione Sovietica (il torneo era iniziato prima della dissoluzione dell’U.R.S.S., avvenuta nel 1991).
L’ultima partita a concludersi fu una faticosa patta fra Venturino e il G.M. sovietico, ex Campione del Mondo individuale per corrispondenza, Vladimir Zagorovski, che consegnò la medaglia d’oro allo squadrone sovietico, l’ultima della sua gloriosa storia scacchistica. Nel 1994 iniziavano però a circolare i primi programmi scacchistici e Venturino abbandonò il gioco per corrispondenza.

ANNI ’80 e il Festival Internazionale di Asti

Il primo Festival internazionale, del 1980, vinto dal Maestro Internazionale Milan Mrdja, segnò una svolta nella vita del circolo, giacché ne seguì l’inizio della Presidenza del compianto Notaio Giovanni Girino, grande appassionato e mecenate (che per impegni professionali non riuscì mai a praticare con costanza il gioco attivo), il quale si entusiasmò per l’appassionante e combattuto torneo, conteso fra giocatori titolati di diverse nazioni. Girino divenne mentore e finanziatore del Festival, che si distinse come una delle principali manifestazioni italiane (all’epoca assai meno numerose di quelle dei tempi attuali), e riuscì a vivere per venti edizioni consecutive, l’ultima delle quali, nel 1999, fu nuovamente vinta dal croato Mrdja, venuto a mancare a 70 anni nel dicembre 2024.

A dx Milan Mrdja vincitore del primo Festival Internazione di Asti, 5 ottobre 1980 premiato dal sindaco Giampiero Vigna

Podio e partecipanti al torneo magistrale del primo festival 1980, in piedi da sinistra il quinto Venturino e il settimo Sguaizer

Grazie soprattutto alla generosità del Presidente Girino furono invitati e ospitati ad Asti numerosissimi giocatori di rilievo assoluto, alcuni dei quali già all’epoca raggiungevano un punteggio ELO superiore a 2600 punti. Parliamo del peruviano Granda Zuniga (massimo Elo Fide 2699, autore di una vittoria contro Anatoly Karpov), di Michal Krasenkow (Elo 2702), Oleg Korneev (2671), Thomas Luther (vincitore nel 1997), Igor Glek, Dimitri Komarov (vincitore 1992), del pluricampione italiano Michele Godena e di decine di altri G.M. e M.I.

Festival 1995, il sindaco Bianchino premia il pluri campione italiano grande maestro Michele Godena

Galleria fotografica del Festival

Classifiche e articoli (pdf)

ANNI ’90 E SEGUENTI

A partire dagli anni ’90 il circolo si è arricchito di nuovi forti appassionati, molti dei quali hanno partecipato attivamente all’organizzazione dell’associazione oltre ai già citati Guglielmo Viale e Paolo Traversa anche Giorgio Raviola in primis, suo figlio Giuseppe (Beppe), Carlo Madia, Luca Ronzano e parecchi altri ancora.
Alla guida del circolo nel 2005 Marco Venturino ha sostituito il Notaio Girino, venuto a mancare improvvisamente due anni dopo.
Negli anni 2000 il circolo ha organizzato diversi tornei Open week end, da ricordare in particolare l’edizione 2006, valida anche come Campionato Provinciale, cui parteciparono tre M.F. (Brancaleoni, Molina e Rivello), ma che fu vinto a sorpresa dal C.M. Beppe Raviola – già Campione provinciale 2005 – con 4 punti su 5 a pari merito con Marco Venturino (ma con buholz migliore), e quella 2010: vi presero parte, grazie a un ottimo montepremi, diversi giocatori con titolo internazionale, e la classifica finale vide nell’ordine i G.M. Roland Salvador e Igor Naumkin, i M.I. Virgilio Vuelban.
Su questo torneo si possono reperire tre articoli assai gustosi pubblicati sul sito “Soloscacchi” in aprile 2010, Link1, Link2, Link3.
Sono stati anche organizzati tornei semilampo di rilievo, fra i quali ricordiamo quello giocato il 5 giugno 2005 nei locali del Municipio astigiano, con folta partecipazione e ricco montepremi (vittoria di Roland Salvador davanti a vari G.M. e M.I., ottima prova di Beppe Raviola) e quelli del 2008 in memoria del Notaio Girino e del 2013 in memoria di Alberto Cantore.

GIOVANI CAMPIONI

L’intensa attività didattica svolta soprattutto nelle scuole nell’ultimo ventennio, grazie a un numero di Istruttori abilitati sempre crescente, ha via via incrementato gli iscritti con tessera juniores, fino a portare il nostro circolo a essere il secondo in Piemonte, dietro ovviamente la Scacchistica Torinese, e uno dei più rappresentati d’Italia nei tornei nazionali giovanili. Normalmente il pomeriggio del sabato il salone è pieno di giocatori – per lo più giovani e giovanissimi – impegnati in tornei ufficiali (standard, rapid e blitz) e amichevoli.
Tutto ciò ha prodotto anche una grande crescita qualitativa e importanti risultati nelle manifestazioni giovanili, impensabili fino a qualche anno fa.
Il primo a brillare è stato Diego Forno, secondo assoluto nella Finale del Campionato Italiano under 10 2009 di Courmayeur, dietro Francesco Rambaldi (oggi forte Grande Maestro): Diego fu inviato come rappresentante ufficiale dell’Italia al Campionato Mondiale Under 10 svoltosi ad Antalya (Turchia) dall’11 al 23 novembre 2009, grazie alla scelta di Rambaldi (che aveva la doppia cittadinanza) di rappresentare la Francia.

Diego Forno 5/7/2009

Nel 2015 Luca Zavattero conquistò a sua volta il titolo di Campione Italiano Under 10 nella Finale degli Assoluti giovanili di Montesilvano, partecipando poi anch’egli alla Finale mondiale per l’Italia a Porto Carras, in Grecia.

Luca Zavattero 5/7/2015

AMICI CHE CI HANNO LASCIATO

Come abbiamo detto, non ci sono più da anni, per citarne alcuni, Cavigioli, Festa, Romano, Viale, il Notaio Girino, Cantore, Traversa. Il Covid il 23 aprile 2021 ha strappato Giorgio Raviola all’età di 73 anni al figlio Beppe e alla moglie Paola, e a tutti noi. Giorgio era la colonna portante del circolo, istruttore amatissimo dai suoi allievi, risolutore di qualsiasi problema pratico e organizzativo, il primo ad accogliere i neofiti e a farli sentire a casa loro. Ha lasciato un vuoto incolmabile.

Giorgio Raviola


Il caso ha voluto che il Grande Maestro moscovita Igor Naumkin, fortissimo giocatore (in età giovanile competeva alla pari con i più forti al mondo, infliggendo una sconfitta storica a David Bronstein, già sfidante di Botvinnik per il titolo mondiale in un match drammatico conluso in parità), grande amico degli scacchisti astigiani e frequentatore dei nostri tornei fin dai primi anni ‘90, si sia spento in Asti il 13 luglio 2022, e riposa ora nel nostro cimitero; al suo funerale sono accorsi per l’ultimo saluto amici da ogni parte d’Italia.

Infine, una curiosità: Il M.I. Stefano Tatai, dodici volte Campione Italiano, più volte prima scacchiera della squadra italiana e poi componente della squadra olimpica, che sfiorò più volte il titolo di Grande Maestro in un’epoca in cui il titolo era appannaggio di pochi eletti, è deceduto a Tenerife, dove viveva da anni, il 29 maggio 2017 all’età di 79 anni. A quella data era tesserato per la nostra Associazione.
In realtà egli non mise mai piede ad Asti, ma poco prima di morire la F.S.I. volle fargli avere un riconoscimento alla carriera, grazie all’intermediazione del nostro circolo e del dott. Roberto Rivello, allora vicepresidente della Federazione, e la cosa lo fece molto felice, fu l’ultima soddisfazione di una gloriosa carriera.
Occorreva però che egli fosse tesserato FSI per quell’anno, e la nostra Associazione gli offrì la tessera. Tatai rispose di esserne onorato. La storia del nostro circolo può così fregiarsi di avere avuto fra i suoi tesserati anche un Maestro Internazionale pluricampione d’Italia.